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Corso Fotografia: III lezione Luce e Illuminazione

Pubblicato il 20/09/10 in Corso

Corso Fotografia: III lezione Luce e Illuminazione

Introduzione

La parola fotografia significa “la scrittura con la luce”, infatti fare una fotografia significa cogliere la realtà tramite un mix di luci e ombre. Per questo motivo alla base della tecnica fotografica è presente la capacità di utilizzare a proprio vantaggio la luce.

La luce può essere empiricamente ricondotta a cinque fondamentali caratteristiche quali la direzione, la qualità, l’uniformità, il contrasto e il colore.

Solo capendo a fondo queste caratteristiche è possibile perfezionare il proprio set fotografico per riuscire a cogliere sempre immagini perfette.

La direzione della luce

La direzione della luce è forse la caratterista più importante della luce, perché tramite di essa è possibile modificare radicalmente una fotografia. Una illuminazione di tipo frontale tende infatti ad appiattire il soggetto, una laterale aumenta la tridimensionalità, mentre una luce che proviene da dietro il soggetto lascerà solo i contorni e cancellerà le forme.

Per questo quando si scatta con una illuminazione di tipo artificiale è possibile spostare a piacimento le lampade, per ottenere la direzione e quindi il risultato desiderato.

Nelle foto con luce ambientale invece ovviamente non si può spostare il sole quindi bisogna spostare il nostro angolo di visuale oppure il soggetto fino a che la luce abbia la direzione vicina a quella desiderata. In alcuni casi, quando si è di fronte a soggetti enormi e inamovibili, è necessario aspettare che il sole compi il suo cammino, arrivando all’ora del giorno adatta.

Proprio per questo spesso le fotografie paesaggistiche allo stesso panorama possono sembrare davvero belle o proprio brutte in virtù dell’ora del giorno in cui quella foto era stata scattata.

La qualità della luce

La luce può essere essenzialmente di due tipi. Quando deriva da una sorgente luminosa concentrata in un punto, come ad esempio il sole diretto, è chiamata luce cruda, mentre quando deriva da una sorgente luminosa diffusa, come ad esempio il sole smorzato dalle nuvole, è chiamata luce diffusa.

Nel primo caso la luce genera delle ombre molto marcate e un forte chiaro-scuro, questo crea un effetto che aumenta la tridimensionalità, ma nasconde i lati in ombra. Al contrario nel secondo caso la luce crea delle ombre molto morbide e poco marcate, con un contrasto ridotto al minimo.

Non esiste una regola che vi dica quale sia il tipo migliore di luce, questo perché cambia il risultato in base al tipo di soggetto e al risultato che cerchiamo di ottenere.

Uniformità della luce

Se la sorgente luminosa è vicina al soggetto che vogliamo fotografare, ci sarà una bassa uniformità della luce, mentre man mano che ci allontaniamo gli altri soggetti saranno sempre meno illuminati.

Questo è il caso standard utilizzando un flash dove il primo piano e il soggetto sono ben illuminati, ma il resto della scena risulta marcatamente più scuro. Se invece fotografiamo utilizzando la luce solare, che come ben sappiamo è molto lontana dall’oggetto fotografato, avremo una uniformità molto alta, il che permette a tutti i soggetti della scena di essere illuminati nello stesso modo. In entrambi i casi possiamo avere delle foto molto belle, per creare alcuni effetti possiamo addirittura utilizzare entrambe le sorgenti luminose, per esempio per fotografare un soggetto controluce.

Il contrasto della luce

Quello che siamo abituati a vedere con i nostri occhi difficilmente la macchina fotografica riesce perfettamente a leggero. Questo perché l’occhio umano può simultaneamente vedere colori molto chiari e molto scuri. Per questo se stiamo cercando di fare una bella fotografia è preferibile cercare delle situazioni in cui ci siano meno contrasti rispetto a quelli che siamo abituati a percepire.

Questo perché in caso contrario avremo delle foto in cui o le ombre sembrano troppo nere oppure parti di cielo vengono bruciate divenendo bianche.

Per questo motivo è meglio evitare situazione in cui le condizioni della luce portano a scenari troppo contrastati.

Il colore della luce

Siamo abituati a pensare che la luce sia sempre priva di un colore specifico, ma in realtà non è così. Infatti la luce che noi generalmente chiamiamo bianca ha un suo colore specifico che varia in base all’ora del giorno se è naturale e dal tipo di lampada se è artificiale.

Per questo la macchina fotografica non è capace di capire alle varie dominanti cromatiche della luce e quindi le cattura analiticamente.

Quindi le foto riprese dalla macchina fotografica a volte vengono di colori molto sbagliati come le foto fatte a casa senza flash vengono solitamente con una dominanza cromatica molto verso il rosso.

Con le macchine fotografiche attuali è possibile tramite il bilanciamento del bianco o in postproduzione aggiustare con alcuni click il colore della luce riportandolo alla normalità. Quando però all’interno di una foto abbiamo sia l’illuminazione solare che quella artificiale allora è davvero difficile riportare la foto alla normalità. In questo caso consigliamo l’utilizzo del flash che tende ad integrare le restanti luci.

Il flash

Il Flash è uno strumento davvero indispensabile per un fotografo.

Tutte le fotocamere lo integrano, ma non tutti i flash sono uguali, anzi. Il parametro più importante per un flash è il numero guida che racchiude la potenza, più è alto e più il flash potrà illuminare un soggetto distante. I flash integrati solitamente hanno un numero guida poco elevato e quindi non sono adatti a fotografare dei soggetti distanti, per questo è consigliabile utilizzare sempre un flash esterno che è sia più potente che molto più regolabile
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